Quanto dura la promessa, modello per modello
Le fasi sono allineate sulla spedizione, all'estremità destra. La barra misura il tempo che il cliente attende dall'ordine alla consegna: più a monte entra l'ordine, più lunga diventa. Passi il mouse su una riga o la scelga per vederla accesa anche nella consolle in alto.
TO ORDERvai alla pagina →
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TO STOCKvai alla pagina →
Passi il puntatore su una cella per leggere che cosa accade in quella fase e se sia valore, attesa o scorta. Un clic sulla riga apre la pagina del modello.
Il modello produttivo è una scelta di configurazione, non un'etichetta
Nel paradigma MES e MOM il sistema non si limita a registrare che cosa è accaduto: decide quali eventi vale la pena registrare. Quella decisione dipende dal modello produttivo, perché ciò che in una fabbrica è il dato più prezioso in un'altra è rumore.
In un contesto make to stock il dato che conta è il tempo di attrezzaggio, da cui discende il lotto economico, e il confronto ricorrente fra previsto e prodotto. In un contesto engineer to order quel confronto non esiste nemmeno, perché ogni commessa è nuova, e il dato che conta diventa l'avanzamento per fase su cicli lunghi, con la stima a finire aggiornata ogni settimana.
Lo stesso vale per la schedulazione. Il motore euristico è identico in tutti e cinque i casi, mentre cambiano i pesi che spostano una commessa avanti o indietro nella sequenza, e cambia la gerarchia fra vincoli deboli e vincoli bloccanti. Configurare quei pesi senza avere prima chiarito il modello produttivo significa costruire un piano che nessuno seguirà.
Quasi nessuna azienda adotta un modello puro. Divisioni diverse, famiglie di prodotto diverse e periodi diversi dell'anno seguono configurazioni distinte, e il sistema di controllo della produzione deve poterle gestire contemporaneamente. Riconoscere questa convivenza in fase di analisi evita la configurazione monolitica che poi va smontata.
Cinque cose, ogni volta
- Il punto in cui l'ordine del cliente entra nel flusso.
- L'unità che viene schedulata, dal lotto alla commessa alla configurazione.
- I pesi che governano la priorità e quali di essi diventano bloccanti.
- Gli indicatori che hanno senso misurare in reparto.
- La promessa di consegna che la produzione può sostenere.
I cinque modelli a confronto
La tabella si legge per colonne quando si cerca il proprio caso, per righe quando si vuole capire come una singola variabile si muova lungo la scala.
| Variabile | MTS | ATO | CTO | MTO | ETO |
|---|---|---|---|---|---|
| Ordine del cliente | dopo la produzione | prima dell'assemblaggio | prima della configurazione | prima della lavorazione | prima della progettazione |
| Logica di flusso | push | push fino ai semilavorati | push fino ai moduli | pull | pull |
| Scorte di finito | elevate | nulle, alte sui semilavorati | nulle, alte sui moduli | minime | nessuna |
| Tempo di consegna | immediato | breve | breve o medio | medio | lungo |
| Personalizzazione | nessuna | da catalogo di varianti | combinatoria guidata | su specifica | su progetto |
| Unità schedulata | lotto di riordino | ordine di assemblaggio | configurazione | ordine di produzione | commessa con WBS |
| Peso dominante | attrezzaggi e saturazione | disponibilità dei semilavorati | compatibilità fra opzioni | data di consegna | vincoli di progetto e risorse |
| Rischio principale | errore di previsione | mix di varianti sbagliato | distinta configurabile incoerente | saturazione e ritardi | scostamento su tempi e costi |
| Indicatore chiave | rotazione e livello di servizio | tempo di assemblaggio | tasso di configurazioni valide | puntualità di consegna | stima a finire |
Le celle in ambra segnalano i valori estremi della scala, cioè i punti in cui la scelta del modello produce la conseguenza più marcata.
Una pagina per ciascun modello
Ogni scheda tratta il modello per esteso: quando conviene, quali rischi porta, come si configurano i pesi e che cosa il MES deve misurare.
Make to stock
Si produce su previsione e si consegna da magazzino. Consegna immediata, rischio sulle scorte.
Leggi la scheda →Assemble to order
Semilavorati a scorta, assemblaggio all'arrivo dell'ordine. Il compromesso fra attesa e varietà.
Leggi la scheda →Configure to order
Distinta configurabile e regole di compatibilità fra le opzioni. Pagina ancora da scrivere.
Da produrreMake to order
La lavorazione parte dall'ordine. Scorte minime di finito e lead time come promessa commerciale.
Leggi la scheda →Engineer to order
L'ordine precede la progettazione. Cicli lunghi, commessa come unità di controllo, stima a finire.
Leggi la scheda →Dove si colloca lo schedulatore fra MES e MOM
Il MES esegue e misura, lo schedulatore decide l'ordine in cui le cose accadono, il perimetro MOM comprende entrambi e vi aggiunge qualità, manutenzione e magazzino. Tenere distinti i tre piani evita la confusione più costosa dei progetti di fabbrica digitale, cioè aspettarsi che un sistema di esecuzione produca da solo un piano sostenibile.
Nel nostro impianto lo schedulatore a capacità finita lavora sulla stessa base dati del software MES, quindi calcola la sequenza su tempi rilevati e non su tempi presunti. La differenza si vede al primo imprevisto: un piano costruito su tempi di listino salta alla prima fermata, uno costruito sui tempi misurati regge.
Il confronto fra i due perimetri è trattato nella pagina sui sistemi MES e MOM, mentre il funzionamento del motore, con i pesi e il registro delle valutazioni, sta nella pagina sulla schedulazione euristica.
Qual è davvero il suo modello produttivo
Molte aziende si descrivono in un modo e nei fatti ne praticano un altro, spesso due insieme. Il primo incontro serve a stabilirlo guardando gli ordini reali degli ultimi mesi, prima di configurare qualunque peso. Un'ora, gratuita, senza impegno.