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Schedulatore MES

Software MES per i Principali Modelli Produttivi

Il modello produttivo stabilisce dove entra l'ordine del cliente nel flusso, e da quel punto discende tutto il resto: che cosa il MES deve misurare, quali pesi governano la sequenza e quale promessa di consegna è sostenibile.

Pubblicato 28/09/2020 Aggiornato 24/09/2026
Software MES per i Principali Modelli Produttivi

Punto di disaccoppiamento · simulazione scelga un modello
01Progettazione
02Approvvigionamento
03Lavorazione
04Assemblaggio
05Magazzino
06Consegna
entra l'ordine
spinto dalla previsione tirato dall'ordine del cliente
MTS

Make to stock

Si produce su previsione e si consegna da magazzino. L'ordine non innesca la produzione, bensì un prelievo da scorta.

Peso dominante nello schedulatore: saturazione degli impianti e risparmio di attrezzaggio
Approfondisci il make to stock
Tempo di consegnamolto breve
Scorte di finitoelevate
Personalizzazionenessuna
Rischio sulla previsionemassimo

Le barre esprimono l'ordine di grandezza relativo fra i modelli, non misure di un impianto specifico.

La scala

Quanto dura la promessa, modello per modello

Le fasi sono allineate sulla spedizione, all'estremità destra. La barra misura il tempo che il cliente attende dall'ordine alla consegna: più a monte entra l'ordine, più lunga diventa. Passi il mouse su una riga o la scelga per vederla accesa anche nella consolle in alto.

Passi il puntatore su una cella per leggere che cosa accade in quella fase e se sia valore, attesa o scorta. Un clic sulla riga apre la pagina del modello.

Perché conta

Il modello produttivo è una scelta di configurazione, non un'etichetta

Nel paradigma MES e MOM il sistema non si limita a registrare che cosa è accaduto: decide quali eventi vale la pena registrare. Quella decisione dipende dal modello produttivo, perché ciò che in una fabbrica è il dato più prezioso in un'altra è rumore.

In un contesto make to stock il dato che conta è il tempo di attrezzaggio, da cui discende il lotto economico, e il confronto ricorrente fra previsto e prodotto. In un contesto engineer to order quel confronto non esiste nemmeno, perché ogni commessa è nuova, e il dato che conta diventa l'avanzamento per fase su cicli lunghi, con la stima a finire aggiornata ogni settimana.

Lo stesso vale per la schedulazione. Il motore euristico è identico in tutti e cinque i casi, mentre cambiano i pesi che spostano una commessa avanti o indietro nella sequenza, e cambia la gerarchia fra vincoli deboli e vincoli bloccanti. Configurare quei pesi senza avere prima chiarito il modello produttivo significa costruire un piano che nessuno seguirà.

Il caso più frequente

Quasi nessuna azienda adotta un modello puro. Divisioni diverse, famiglie di prodotto diverse e periodi diversi dell'anno seguono configurazioni distinte, e il sistema di controllo della produzione deve poterle gestire contemporaneamente. Riconoscere questa convivenza in fase di analisi evita la configurazione monolitica che poi va smontata.

Che cosa cambia davvero

Cinque cose, ogni volta

  1. Il punto in cui l'ordine del cliente entra nel flusso.
  2. L'unità che viene schedulata, dal lotto alla commessa alla configurazione.
  3. I pesi che governano la priorità e quali di essi diventano bloccanti.
  4. Gli indicatori che hanno senso misurare in reparto.
  5. La promessa di consegna che la produzione può sostenere.
Le differenze

I cinque modelli a confronto

La tabella si legge per colonne quando si cerca il proprio caso, per righe quando si vuole capire come una singola variabile si muova lungo la scala.

Variabile MTS ATO CTO MTO ETO
Ordine del cliente dopo la produzione prima dell'assemblaggio prima della configurazione prima della lavorazione prima della progettazione
Logica di flusso push push fino ai semilavorati push fino ai moduli pull pull
Scorte di finito elevate nulle, alte sui semilavorati nulle, alte sui moduli minime nessuna
Tempo di consegna immediato breve breve o medio medio lungo
Personalizzazione nessuna da catalogo di varianti combinatoria guidata su specifica su progetto
Unità schedulata lotto di riordino ordine di assemblaggio configurazione ordine di produzione commessa con WBS
Peso dominante attrezzaggi e saturazione disponibilità dei semilavorati compatibilità fra opzioni data di consegna vincoli di progetto e risorse
Rischio principale errore di previsione mix di varianti sbagliato distinta configurabile incoerente saturazione e ritardi scostamento su tempi e costi
Indicatore chiave rotazione e livello di servizio tempo di assemblaggio tasso di configurazioni valide puntualità di consegna stima a finire

Le celle in ambra segnalano i valori estremi della scala, cioè i punti in cui la scelta del modello produce la conseguenza più marcata.

Il perimetro

Dove si colloca lo schedulatore fra MES e MOM

Il MES esegue e misura, lo schedulatore decide l'ordine in cui le cose accadono, il perimetro MOM comprende entrambi e vi aggiunge qualità, manutenzione e magazzino. Tenere distinti i tre piani evita la confusione più costosa dei progetti di fabbrica digitale, cioè aspettarsi che un sistema di esecuzione produca da solo un piano sostenibile.

Nel nostro impianto lo schedulatore a capacità finita lavora sulla stessa base dati del software MES, quindi calcola la sequenza su tempi rilevati e non su tempi presunti. La differenza si vede al primo imprevisto: un piano costruito su tempi di listino salta alla prima fermata, uno costruito sui tempi misurati regge.

Il confronto fra i due perimetri è trattato nella pagina sui sistemi MES e MOM, mentre il funzionamento del motore, con i pesi e il registro delle valutazioni, sta nella pagina sulla schedulazione euristica.

PERIMETRO MOM MES esegue e misura Schedulatore APS decide la sequenza tempi reali piano Qualità Manutenzione Magazzino

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